
Con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania
e dell’Assessorato delle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma
WEST BERLIN 1985 – Marco Fioramanti
a cura di Roberto Savi
Inaugurazione: Lunedì 9 novembre 2009 – ore 18,00
Ore 19,00
Performance di Sylvia di Ianni e Marco Fioramanti
Videoazione di Francesca Fini
Fino al 20 novembre 2009
(orario: lun-ven, 17-20, esclusi festivi)
L’evento è da inserire nelle iniziative volte a celebrare “il Giorno della Libertà”, così come ha istituito il Parlamento Italiano con la Legge n. 61 del 2005, che ricorda il 9 Novembre anniversario della caduta del Muro di Berlino.
Per il ventennale di questo avvenimento storico il percorso espositivo ripropone e documenta l’esperienza dell’artista italiano Marco Fioramanti nel suo lungo soggiorno nella Berlino del Muro.
Autore nel 1985 sul Muro di Berlino dell’intervento “Non saremo prigionieri di nessun carcere”, verrà rappresentata in scala 1:1 la fotoinstallazione della Volkswagen contro il Muro, da considerarsi come evento premonitore con quasi 4 anni di anticipo.
Saranno presentati dei video in VHS (realizzati con l’aiuto della Technische Universitaet di Berlino Ovest, 1983); proiezioni di diapositive di performance nei locali e teatri berlinesi; esposizione di tele e carte realizzate a studio; materiale documentativo (inviti mostre, riviste, cataloghi, transitvisumda Berlino est, percorso della metro di Berlino Ovest e particolari foto dell’epoca, piccoli pezzi di Muro, articoli ecc.).
È prevista inoltre una performance multimediale dal vivo del tipo di quelle abitualmente rappresentate all’epoca.
Una delle azioni-installazioni più ambiziose di Fioramanti avveniva in faccia al Muro di Berlino, con una volkswagen i cui motivi pittorici che egli aveva già tracciato su di essa venivano riproposti su quaranta metri di Muro. Caricando d’energia segnica tanto la macchina che il Muro sembrava che questa fosse sul punto di frantumarlo. Con i graffitisti dei suoi anni Fioramanti condivideva il gusto per una pittura che voleva uscire dal ghetto del quadro ed urlare in faccia ad un pubblico che non voleva esser più quello delle gallerie e dei musei. Chiaramente vi era simile anche l’energia astratta dei segni o sarebbe meglio dire dei “geroglifici”.
(Enrico Mascelloni)
Negli anni ’80, alcuni artisti dipinsero il lato del Muro che dava su Berlino Ovest, utilizzarono il Muro per i loro progetti artistici. In cosa si differenzia l’intervento di Marco Fioramanti da quelli di artisti come Keith Haring e Thierry Noir ed altri? Vi era azione e non decorazione: quel pensiero di libertà che era alla base del movimento Trattista, “entrava”, “apriva”, “rompeva” visivamente quel Muro che avrebbe diviso ancora per pochi anni. Quel “tratto”, quel “gesto semplice”, quel “grido di rivolta” – indicati nel 1982 nel “Manifesto Trattista” – allora presero forma a Berlino con quella “auto del popolo” lanciata contro il Muro in un’esplosione di “tratti”. A Marco Fioramanti la Storia dell’Arte deve riconoscere che è stato l’artista che fece cadere il Muro di Berlino quattro anni prima, nel 1985: “Non saremo prigionieri di nessun carcere”.
(Roberto Savi)

lo stesso luogo fotografato dall’artista ‘dopo il muro’
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